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Consigli ai familiari

UTILITA'


COSA FARE QUANDO UN FAMILIARE O UN AMICO SOFFRE DI EMETOFOBIA


  • Cercate di rendere il vostro amico/familiare spensierato, permettendogli di concedersi attività piacevoli ed essere così meno concentrato sulle aree "focus" (stomaco, cibi, spostamenti ecc.)


  • Evitate di obbligarlo a mangiare


  • Durante i pasti evitate qualsiasi discussione inerente l'emetofobia


  • Per evitare di ottenere un aumento delle preoccupazioni e delle ansie, delegate il problema allo specialista (psicologo-nutrizionista)


  • Non cercate di "rallegrare il morale", quanto piuttosto di comprendere le sofferenze dell'emetofobico, lasciando che egli le comunichi quando, nelle modalità e nei tempi che ritiene più opportuni.


  • Non date consigli o soluzioni "precostituite": limiterebbero la capacità di rendere il vostro amico/familiare autonomo e perpetuerebbero la richiesta di consigli senza "testarsi"


  • Accettate gli sbalzi d'umore e fatelo ascoltando il disagio, ma non parlando in continuazione di vomito, nausea o quant'altro porti a rimuginarci sopra


  • Accettate il fatto che l'emetofobia, sebbene possa essere trattata adeguatamente, non può essere guarita nell'immediato; non è possibile, neppure per un farmaco, accendere e spegnere un interruttore istantaneamente: ci vuole tempo, costanza e dedizione.


  • A prescindere se il familiare è in cura o meno, è necessario non affrontare apertamente l'argomento "cibo" e "paure" se non si è convinti delle reazioni che si possono scatenare: ci sono tante altre cose di cui parlare che, di certo, possono far distogliere momentaneamente il pensiero dal problema


Dott. Emanuel Mian

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