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Il vomito

UTILITA'


COS'E' IL VOMITO


Il vomito consiste nell'espulsione violenta dalla bocca del cibo contenuto nello stomaco. E' molto più frequente di quanto si posa immaginare, ma non per chi soffre di emetofobia.
Si accompagna in genere ad aumento della salivazione, ad un pallore in volto e ad una sensazione di malessere che puo' essere definita generalmente con il termine "nausea".
Mentre il vomito è facilmente descrivibile, la nausea è una sensazione che è percepibile soggettivamente. In sintesi, ogni singolo individuo chiama nausea qualcosa che non è la stessa cosa per tutti. Negli emetofobici questo è amplificato, nel senso che dolore, disagio, fastidio e malessere, ricongiungono quasi sempre ad un unico termine: nausea.
Di norma la nausea precede il vomito, ma non sempre chi l'avverte poi vomita.
I conati di vomito sono dovuti alla contrazione della muscolatura respiratoria e precedono o accompagnano il vomito.
Normalmente il termine vomito viene usato in maniera indistinta per indicare tre condizioni diverse:
la nausea, i conati ed il vomito vero e proprio.
Il vomito è il risultato di un complesso meccanismo, regolato da una particolare zona del cervello dove arrivano segnali da varie parti dell'organismo. Una volta eccitato, il centro invia di rimando alle ghiandole salivari, alla muscolatura dell'addome, al diaframma e a varie porzioni dello stomaco, dell'esofago e del duodeno, gli stimoli che si traducono nel vomito.
L' ingestione di sostanze pericolose, o di corpi estranei, può indurre il vomito che va visto come un tentativo dell'organismo di espellere ciò che potrebbe nuocere.
Il vomito è un sintomo che si accompagna ad alcuni disturbi dell'apparato digerente (es. gastroenterite, ulcera, occlusione intestinale, alterazioni della motilità gastro-intestinale). Può essere dovuto ad infezioni da batteri e virus o, nei bambini, essere provocato dalla presenza di un' elevata quantità di ''acetone'' nel sangue.
Il vomito è di frequente riscontrato durante la gravidanza, soprattutto nei primi tre mesi.
Molte persone soffrono di nausea e vomito quando vanno in automobile, in nave, o in aereo (cinetosi).
Nelle persone, che soffrono di disturbi al sistema di controllo della posizione del corpo nello spazio (situato nell'orecchio), il vomito accompagna le vertigini.
Altre cause possono essere gli stimoli dolorosi (es. dolori mestruali, emicrania) o le emozioni violente.
La maggior parte dei farmaci può provocare sintomi di nausea e vomito, soprattutto quando vengono somministrati per bocca, ma non solo.
Un singolo episodio, o isolati episodi di vomito, non comportano mai gravi problemi. Un vomito ripetuto comporta, invece, la perdita di acqua, sodio, cloro, potassio: se tale perdita diventa importante, è indispensabile l'intervento del medico per ripristinare le sostanze perse. Inoltre, un vomito prolungato impedisce una normale alimentazione e questo può portare a denutrizione. Altra complicanza può essere l'emorragia da lacerazione del rivestimento interno (la mucosa) dello stomaco.
Nelle persone con alterazione dello stato di coscienza (ad esempio dopo un incidente stradale o un intervento chirurgico) c'è il rischio che il vomito possa essere aspirato nelle vie respiratorie e provocare una polmonite.

TRATTAMENTO DELLE VARIE FORME DI VOMITO


Vomito associato a gastroenterite
La nausea e il vomito tendono ad autolimitarsi e l'impiego di un antiemetico non è quasi mai necessario. Più importante, soprattutto nei bambini, è assicurare un'adeguata assunzione di liquidi e nutrienti (es. acqua leggermente zuccherata, somministrata in piccole quantità).

Vomito da disturbi digestivi
Insorge come conseguenza di un rallentato passaggio degli alimenti attraverso l'apparato digerente.
La metoclopramide (es. Plasil) e il domperidone (es: Peridon, Motilium) sono tra i farmaci più frequentemente utilizzati nel vomito di questo tipo. Agiscono stimolando le normali contrazioni dello stomaco e dell'intestino e ne favoriscono lo svuotamento accelerando il transito degli alimenti. La metoclopramide può avere effetti indesiderati a carico del sistema nervoso centrale, soprattutto nei giovani sotto i 20 anni e negli anziani. Il domperidone sembra essere privo di effetti di questo tipo ed è pertanto preferibile in questi pazienti.

Vomito da mal di testa
A volte il mal di testa, soprattutto quando si presenta con dolore molto forte, è accompagnato da nausea e vomito. In questi casi è il mal di testa che va curato. Può essere utile, tuttavia, assumere un antiemetico prima dell'antidolorifico per facilitare l'azione di quest'ultimo. Appena l'attacco insorge è consigliabile sdraiarsi sul fianco destro (per favorire lo svuotamento dello stomaco), evitare l'esposizione a odori intensi e riposare in una stanza tranquilla, in penombra. Questi provvedimenti rappresentano un importante supporto al trattamento farmacologico.

Vomito in gravidanza
La nausea (che compare di solito al mattino) è uno dei sintomi più frequenti nelle prime settimane di gravidanza. Interessa il 70-80% delle donne, molte delle quali hanno episodi più o meno frequenti di vomito, che in alcuni casi può essere così grave da richiedere il ricovero ospedaliero per il trattamento degli squilibri idro-elettrolitici. La nausea tende a scomparire spontaneamente verso il 3°-4° mese. Per superare il senso di nausea e vomito (che si accentua in presenza di particolari ''odori'', percepiti soggettivamente come fastidiosi) può essere sufficiente introdurre per colazione cibi solidi, ricchi in zuccheri ed evitare di assumere un'eccessiva quantità di liquidi. Durante la giornata può essere utile fare piccoli pasti ad intervalli frequenti (es. ogni 2 ore). E' importante, inoltre, evitare posizioni che facilitano il vomito, come il restare piegata col busto in avanti, o in posizione sdraiata completamente orizzontale. Se, malgrado questi accorgimenti, la nausea e il vomito si manifestano con attacchi violenti, oppure si protraggono nel tempo, occorre rivolgersi al medico. E' infatti sconsigliabile assumere farmaci antiemetici di propria iniziativa, essendo necessario scegliere i farmaci più sicuri per l'impiego in gravidanza.

Dott. Emanuel Mian

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